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Posts Tagged ‘sondaggi’

Roma, 14 apr. (Adnkronos) – “Attendiamo dati piu’ sicuri; ma mi sembra che ne’ il Pdl ne’ il Pd raggiungano il 50% dei voti e in Italia con il 40% o poco piu’ non si governa, se si vuole fare un governo moderato ed equilibrato”. E’ l’analisi che fa Francesco D’Onofrio dalla sede dell’Udc, commentando le prime proiezioni che danno il suo partito al 5,8%. “L’impressione netta -afferma D’Onofrio- e’ che al Senato l’Udc riesca a superare la quota dell’8% in molte regioni. Se questo dato sara’ confermato, noi saremo comunque vincitori. Se poi saremo anche determinanti per le sorti del prossimo governo, questo lo si capira’ bene davanti alla composizione della nuova aula di Palazzo Madama”.

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Dopo 14 anni di “militanza” in Forza Italia e dopo aver guidato la crescita del partito di Silvio Berlusconi nella provincia di Bergamo (dove è stato il primo Coordinatore Provinciale dal 1997) decide quindi di compiere una scelta di “coerenza” per “difendere la tradizione cattolico-popolare”.
E lo fa con la “certezza” di riuscire a portare il partito di Pier Ferdinando Casini sulla soglia dell’8% al Senato.

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Con il suo passaggio all’Udc, Arnoldi vuol riportare tra le priorità della politica “la difesa della famiglia e il suo ruolo di centro culturale ed economico”.
Anche perché, spiega, dai vertici azzurri ha ricevuto solo delusioni: “L’unica cosa che ho visto – lamenta – è che Berlusconi ha deciso di fondare un partito nuovo sul baule della sua macchina. Ha detto di aver raccolto 8 milioni di firme nei suoi gazebo quando posso assicurare che sì e no erano 1-2 milioni”.
E comunque, prosegue, “il modo di gestione del partito proprio non mi piace. Berlusconi organizza gazebo per farsi dire dagli italiani il programma elettorale: non è così che si può guidare un Paese”.
E, certo di non essere l’unico a pensarla così, assicura: “Il giorno in cui saranno rese note le liste di Forza Italia metà del partito se ne andrà”.

Fonte: www.noipress.it

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Sui muri della Sapienza in quell’attimo di delirio di qualche giorno fa qualcuno ha scritto: «Non vogliamo più padri e madri!» In questi anni difficili, di continui e laceranti attacchi alla famiglia, mi tornava spesso alla memoria quanto diceva un autore studiato negli anni universitari,  George Herbert, professore all’Università di Cambridge della fine del ‘500: «Un padre e una madre sono meglio di cento insegnanti».E’ vero, ed è questo quello che oggi si vuole ignorare abbandonandosi a visioni distorte e contro natura, proponendo modelli deviati sul piano morale e sociale, che si vogliono far passare per normali. L’Italia vive in questi anni un’emergenza educativa, il bullismo, solo per dirne una, ne è una triste testimonianza, e quindi, ora più che mai, la ripresa di una società vigorosa, forte, salda deve passare attraverso il ripristino della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, come istituzione e luogo basilare per la trasmissione dei valori.

Occorrerà che la politica nella prossima legislatura sia più attenta alla famiglia, occorrerà «difendere – come hanno scritto Flavio Felice e Fabio G. Angelini – l’integrità della famiglia naturale fondata sul  

matrimonio, nucleo fondamentale della comunità umana, e favorire un’autentica politica della famiglia, attraverso un programma di sgravi fiscali e leggi apposite, che agevoli quelle numerose»; occorrerà salvaguardare quel luogo sacro in cui da sempre si sono trasmessi valori e princípi, occorrerà difendere da un laicismo deviato, degenerato e degenerante, quella che, come ebbe a dire il Santo Padre Benedetto XVI: «è un’istituzione insostituibile secondo i piani di Dio».La famiglia è il luogo dell’amore, dell’amore che si dona e che si riceve. Ed ancora il Santo Padre afferma: «La famiglia è un bene necessario per i popoli, un fondamento indispensabile per la società ed un grande tesoro degli sposi durante tutta la loro vita. È un bene insostituibile per i figli che devono essere frutto dell’amore, della donazione totale e generosa dei genitori. Proclamare la verità integrale della famiglia, fondata nel matrimonio come Chiesa domestica e santuario della vita, è una grande responsabilità di tutti».Nel nuovo parlamento i cattolici dovranno portare avanti con fermezza e convinzione il valore civile e sociale della famiglia, così come definita dall’art. 29 della Costituzione della Repubblica e cioè che la famiglia è una “società naturale fondata sul matrimonio”. Quella famiglia secondo natura fatta da un uomo, da una donna e dal miracolo del loro amore che sono i figli. Ho sempre creduto che non sarebbe giusto che fino alla nostra generazione i bambini siano cresciuti con la fortuna di avere un padre ed una madre, ed oggi potrebbero trovarsi, tra le tante ipotesi farneticanti, con due genitori dello stesso sesso; che cosa avremmo fatto noi di buono per le nuove generazioni se non lasciare loro in eredità una confusione babelica fatta di identità dai contorni confusi e che alla fine metterebbe in crisi la società tutta ed il vivere civile?Il futuro dipende da noi, dal nostro essere segno, dal nostro credere fermamente, nel nostro coltivare la speranza, una speranza evangelica che deve ridestare nei cattolici impegnati in politica energie e propositi, al fine di ispirare nuove iniziative e nuovi programmi restando in ogni circostanza fedeli a quei valori inconfondibilmente cristiani.In questi giorni sto leggendo Kahlil Gibran. Egli dice: «Credere è una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza. Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare, ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude. Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne, ma il loro spirito rimane addormentato nell’oscurità delle caverne».

Ebbene, è arrivato il tempo in cui i cattolici mettano in atto con un impegno concreto le cose in cui credono, è arrivato il tempo di esserci con il nostro equilibrio e con i nostri valori, con le nostre certezze e fra questi valori e queste certezze, la difesa della famiglia dovrà avere un posto di riguardo.

Fonte: www.pensarecristiano.org

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Proseguono gli incontri dell’UDC con i movimenti e le associazioni ecclesiali promossi dal sen. Luca Marconi, responsabile nazionale per il Mondo Cattolico e le Realtà Ecclesiali, su “L’impegno civico del cristiano per il bene comune”.  Con questi appuntamenti l’UDC, ribadendo la chiara apertura ai temi etici e alla dottrina sociale cristiana come fondamenta del suo programma politico, vuole favorire un dialogo rispettoso, autonomo e laico con il mondo cattolico. La prossima tappa sarà a Pescara Portanuova domenica, 24 febbraio, alle h. 10.00, presso la Sala De Cecco in piazza Unione. 

All’incontro, insieme al sen. Marconi ed al presidente dell’UDC, Rocco Buttiglione, saranno presenti, tra gli altri: Antonio Menna, segretario regionale UDC; Patrizia Ciaburro, responsabile regionale UDC per il Mondo Cattolico.

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“Tutti i processi aggregativi costruiti sulla serietà sono positivi”.
Parlando a ‘Omnibus’ della possibilità di un accordo tra l’Udc e gli altri partiti di centro che si presenteranno alle elezioni, Pier Ferdinando Casini dice di sperare nell’eventualità di una “convergenza di idee”, convinto che ci sia “uno spazio tra il Pd e il Pdl”.

Io lavoro per unire tutti senza supremazie da parte di nessuno– sottolinea- , ma con la consapevolezza che questa battaglia si deve fare con decisione senza perdere tempi inutili in cose inutili”.
Porta chiusa invece all’intesa con la lista ‘Pro-life’ di Giuliano Ferrara non solo perché “Ferrara è molto più amico di Berlusconi” ma anche perché sono mille le perplessità “su una lista monotematica” sull’aborto. Discorso diverso invece per la battaglia sulla moratoria lanciata dal direttore de ‘Il Foglio’ che giudica una giudica una campagna “interessante”.
Circa la delicata situazione in Sicilia, il leader dell’Udc apre invece a una soluzione che veda ricompattarsi tutta la ex Cdl per le elezioni regionali: “Io non ho problemi- dice- che si faccia un’alleanza di tutto il centrodestra. E’ una scelta autonoma, su cui non voglio intervenire, ma se c’è stato un giudizio positivo sull’alleanza di centrodestra in quella regione, allora va bene. Per le amministrazioni locali- spiega- non c’è una regola ferrea”.

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Il Partito delle libertà? «È in stato confusionale». Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini a Lucca, sottolineando che il Pdl «segue Veltroni sul tema dei candidati che hanno procedimenti penali, ma non si capisce poi se è disponibile a classificare i processi per Berlusconi, Dell’Utri e altri come politici e fare così delle eccezioni». Per Casini in questa campagna elettorale è nata la categoria sconosciuta dei processi politici. «Io non credo – ha detto Casini – che sia giusto dare ai magistrati la possibilità di decidere le liste. Io rispetto i magistrati, ma non sono infallibili. Chi stabilisce quali processi sono politici? Chi deve giudicare, Bondi?».

Il leader dell’Udc ha fortemente criticato Veltroni e Berlusconi, che in campagna elettorale vogliono parlare di temi eticamente sensibili. «Invece noi crediamo che bisogna parlarne perché riguardano la vita, la morte, il futuro e i parlamentari, che sono quelli che poi fanno le leggi, devono spiegare cosa ne pensano».

È poi partito all’attacco del Pd sul delicato tema della presenza di cattolici e radicali. «I radicali – ha detto – sono incompatibili con la presenza di cattolici, che su temi eticamente sensibili dovranno dichiarare le loro opzioni. Non c’é possibilità di una partecipazione coerente tra due unità che la pensano in modo diametralmente opposto». Comunque, secondo Casini, i due megapartiti hanno un carattere in comune: «hanno dentro tutto e il contrario di tutto». Se quindi da un lato Casini si chiede «cosa c’entra la Binetti con la Bonino con la pattuglia radicale, la tradizione democratico cristiana con i radicali?», dall’altro ritiene che «sicuramente Giovanardi farà fatica a parlare di questi temi con Capezzone». (N.Co.)

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(AGI) – Roma, 22 feb – “Berlusconi dopo 14 anni ha gettato la maschera, dimostrando che il suo rapporto con gli elettori e gli alleati risponde solo ad una logica padronale”. Cosi’ Pier Ferdinando Casini replica a Silvio Berlusconi in merito alle sue dichiarazioni su 14 anni di un rapporto definito da Berlusconi non positivo. “Dal 1994 in poi, mentre molti degli attuali alleati di Berlusconi organizzavano ribaltoni, ho corrisposto sempre fedelmente agli impegni assunti con i miei elettori. Non e’ bastato perche’ l’on. Berlusconi pretende dagli alleati un servilismo che sono orgoglioso di non avere mai avuto”. “Sono certo – conclude Pier Ferdinando Casini – che accettera’ un dibattito televisivo perche’ queste cose e molte altre siano chiarite a tutti gli italiani”.

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