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Posts Tagged ‘elezioni 2008’

Roma, 14 apr. (Adnkronos) – “Il centro c’e’, esiste”. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini tiene a sottolinearlo, affermando: “abbiamo superato la prova. Da oggi, dovremo concretizzare nel Paese un partito forte che sappia reggere la sfida”.

Casini si dice “comunque contento di questo risultato elettorale. Noi abbiamo contratto un patto di lealta’ con gli elettori, che ci ha portato ad assumere una posizione diversa sia dal Pdl che dal Pd. Oggi, il nostro cammino obbligato e’ di essere i guardiani del cittadino”. Quanto al bipolarismo, per Casini “non stiamo certo andando verso un bipartitismo, ma verso una sorta di sistema politico tedesco senza la legge elettorale alla tedesca, con 5 o 6 forze politiche presenti in Parlamento esattamente come in Germania”. Penalizzati dall’attuale legge elettorale, che pure l’Udc ha votato? “No, non siamo pentiti di niente -replica Casini- bastava qualche punto decimale in piu’ per far scattare qualche altro senatore per l’Udc, ma anche in quel caso non vi sarebbe stato nessuno sconvolgimento della situazione politica e parlamentare”.

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Roma, 14 apr. (Apcom) – Se venissero confermati i risultati delle ultime proiezioni in Italia “governerà la Lega”. Ne è convinto Savino Pezzotta, presidente della Rosa per l’Italia e candidato con l’Unione di centro di Pier Ferdinando Casini alla Camera. “Questo – ha aggiunto Pezzotta – è un dato su cui bisognerà riflettere, perch‚ la Lega è un partito che dalle mie parti ha tirato fuori degli slogan che non so quanto siano legati ad un modello di Paese civile”.

Quanto al risultato dell’Udc, secondo Pezzotta, “non è andata male: veniamo da una situazione delicata e abbiamo avuto una campagna elettorale da costruire ex novo”. Nonostante ció, ha rilevato Pezzotta, “siamo riusciti ad essere il quarto partito di questo Paese”.

“Al Senato – ha concluso l’ex segretario della Cisl – ci aspettavamo di piú, ma abbiamo avuto contro il mondo: dal voto utile al voto disgiunto. Hanno cercato di eliminarci ma questo risultati ci consente, dopo il voto di avviare la costituente del nuovo partito”.

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Roma, 14 apr. (Adnkronos) – “Attendiamo dati piu’ sicuri; ma mi sembra che ne’ il Pdl ne’ il Pd raggiungano il 50% dei voti e in Italia con il 40% o poco piu’ non si governa, se si vuole fare un governo moderato ed equilibrato”. E’ l’analisi che fa Francesco D’Onofrio dalla sede dell’Udc, commentando le prime proiezioni che danno il suo partito al 5,8%. “L’impressione netta -afferma D’Onofrio- e’ che al Senato l’Udc riesca a superare la quota dell’8% in molte regioni. Se questo dato sara’ confermato, noi saremo comunque vincitori. Se poi saremo anche determinanti per le sorti del prossimo governo, questo lo si capira’ bene davanti alla composizione della nuova aula di Palazzo Madama”.

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BUTTIGLIONE: “Povero Berlusconi…”. Il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione commenta con un battuta i primi exit poll che danno il suo partito attorno al 5,5,%. “La campagna di annientamento messa in atto contro di noi- spiega- e’ fallita e cosi’ Berlusconi ha messo in forse una vittoria sicura. Ora- conclude non sara’ facile venire fuori da questa situazione difficile e governare”.

ROMANO: “Se questi dati saranno confermati Lombardo è eletto presidente della Regione ma ora deve augurarsi un grande successo dell’Udc”. Lo ha detto Saverio Romano, segretario dell’Udc siciliana, commentando dalla sede del partito i primi exit-poll delle elezioni regionali siciliane dove il suo partito sostiene insieme al Popolo delle Libertà, Raffaele Lombardo. “Se cosí stanno le cose a livello nazionale – ha ragionato Romano – con Berlusconi che vince ma fortemente condizionato dalla Lega, in Sicilia Lombardo avrà bisogno del sostegno non solo elettorale ma anche politico dell’Udc. Ritengo quindi che in Sicilia l’Udc sia determinante”.

ADORNATO: Si respira ottimismo nella sede dell’Udc di via Due Macelli, dove lo stato maggiore del partito e’ riunito per attendere i primi dati del voto. Il clima e’ d’attesa e delle grandi occasioni. Sono gia’ giunte nel primo pomeriggio le principali emittenti televisive e radiofoniche e giornalisti. Dopo i primi exit poll che danno il partito di Casini in una forchetta tra il 4,5 e il 6,5%, il primo a commentare e’ stato Ferdinando Adornato mentre riuniti in segreteria sono Lorenzo Cesa, Rocco Buttiglione e Francesco D’Onofrio. ‘E’ fallita la campagna d’annullamento contro di noi – commenta Adornato – e in molte regioni per il Senato supereremo l’8%’. Con la cautela del caso, in presenza di exit poll nella sede centrista si commenta anche il 34% che avrebbe raggiunto il Pdl: ‘Sarebbe la sconfitta politica di Berlusconi e di quel processo partito da piazza San Babila’. ‘Se poi saranno confermati i dati e Berlusconi avra’ il governo del Paese questo sara’ in mano alla Lega. Un dato che noi abbiamo denunciato da tempo – dice Adornato – e che rappresenta un problema politico. Visti i dati che abbiamo bisognera’ vedere se ci sara’ un governo chiaro del Paese. Anche su questo noi ci siamo gia’ pronunciati e riteniamo che l’Italia abbia bisogno della concordia di tutti per ricostruire un paese che e’ stato lasciato senza governo per troppi anni’.

 

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Roma, 11 apr. (Apcom) – Nell’ultimo giorno di campagna elettorale Pier Ferdinando Casini svela il suo “sogno”: quello che l’Udc diventi, come era la vecchia Democrazia Cristiana, un partito di governo. E con la cupola di San Pietro alle spalle e un migliaio di persone davanti sembra parlare direttamente al presidente della Repubblica che avrà il compito di designare il futuro premier: “Nel caso in cui n‚ il Pd n‚ il Pdl dovessero vincere ci proponiamo di guidare questo Paese in una fase difficile”.

Ironia della sorte, alla fine della campagna elettorale Casini ci arriva senza voce, proprio come Silvio Berlusconi, l’ex alleato che con il suo aut aut (o dentro o fuori il Popolo della Libertà), oltre un mese fa, è stato la causa della corsa solitaria dell’Udc alle elezioni. A lui e agli ex alleati l’Udc ha riservato un video di sfottó al ritmo della canzone di Mina ‘Parole parole’. E neanche Casini gli ha risparmiato parole dure: “Ha commesso due reati, quello di diffondere sondaggi oltre il limite di legge e quello di diffonderli falsi”. Secondo Berlusconi, infatti, l’Udc non supererà lo sbarramento al Senato e, anzi, è a rischio anche alla Camera. Dati decisamente lontani dal clima che si respira a via dei Due Macelli: la soglia di sbarramento fissata per i seggi di Montecitorio non desta preoccupazione e per Palazzo Madama i centristi contano su un risultato sicuro in Sicilia, Campania e Puglia, sperano di andare oltre l’8% in Veneto, Calabria e Lazio, confidano in chi li vede conquistare seggi anche in Basilicata e Marche.

“Abbiamo fermato Berlusconi e Veltroni che volevano schiacciare il centro. Non ci sono riusciti”, dice orgoglioso Casini con l’ultimo filo di voce. “Speriamo che la voce che scompare sia inversamente proporzionale al flusso di voti che sta andando verso il centro”. E rivolge l’appello ai cittadini del Lazio per dirgli che se grazie a loro l’Udc supererà lo sbarramento dell’8% nella regione “avrà una funzione determinante” e “potrà proporsi alla guida del prossimo governo”.

“Abbiamo un sogno – è l’appello finale del leader Udc – che lunedí sera dalle urne appaia un Paese in cui non prevale l’arroganza ed emerga che chi si è già proposto come vincitore assoluto non lo sia. In questo modo potrà determinarsi qualcosa di nuovo, forse d’antico: che il centro ritorni protagonista”. Insomma Casini incrocia le dita e fa sapere ai “due grandi comitati elettorali” che in caso di pareggio “non staremo in panchina”. Certo la designazione del presidente del Consiglio spetta a Napolitano ma noi, avverte, “lavoreremo per questo Paese fiduciosi

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Roma, 11 apr. – (Adnkronos) – “Berlusconi ha commesso due reati in un solo colpo: ha rivelato dei sondaggi, il che e’ vietato, e ha rivelato dei sondaggi falsi, che e’ doppiamente vietato”. Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini nel comizio conclusivo della campagna elettorale a Castel Sant’Angelo. Per l’ex presidente della Camera il leader del Pdl, cosi’ facendo ha dato dimostrazione di un atteggiamento con cui “si violano sistematicamente le leggi dello Stato”, come d’altra parte e’ stato tentato di fare quando “si voleva che il ministro dell’Interno cambiasse poco prima delle elezioni le schede elettorali per dare condizioni di favore a Pdl e Pd sulle schede” senza contare la mossa rappresentata “dall’aver messo in pista una finta Democrazia cristiana per metterci in difficolta’, ma su questo sono stati battuti”.

Casini ha accusato Pd e Pdl di essere essenzialmente “dei comitati elettorali” che pero’ grazie alla scelta indipendente dell’Udc “imploderanno” subito dopo le elezioni: “La verita’ -ha detto Casini- e’ che la nostra presenza in campo determinera’ l’implosione di questi due finti partiti, scesi in campo solo per spartirsi l’Italia”.

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(ANSA) – ROMA, 11 APR – Casini ha rivolto un appello ‘in particolare ai cittadini di questa regione’ sottolineando che, in particolare per il Senato ‘se qui superiamo l’8% significa che possiamo proporci come guida del prossimo governo in una funzione determinante’. Ai cronisti che gli chiedevano se quindi fosse pronto in caso di pareggio a fare il presidente del Consiglio il candidato premier dell’Unione di Centro ha replicato: ‘E’ chiaro che non spetta a me decidere, ma al capo dello Stato’. Casini ha pero’ aggiunto: ‘Se non ci sara’ un vincitore non staremo in panchina ma lavoreremo per il Paese fiduciosi nella scelta del capo dello Stato’.

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