ELEZIONI. BUTTIGLIONE: CI CANDIDIAMO AD ESSERE NUOVA SOLIDARNOSC
Marzo 12, 2008 di casinipresidente
(DIRE) Roma, 12 mar. - “Il movimento di oggi e’ anche piu’ forte del ‘68, deve affrontare la politica. Noi ci candidiamo per questo”. Ospite oggi di Francesco Cundari su Nessuno TV ai microfoni di ‘Dodici e 45′, Rocco Buttiglione, esponente dell’Udc, parla di family day e di contro-68. “Un milione e mezzo di persone- spiega riferendosi alla manifestazione che si e’ svolta a piazza San Giovanni lo scorso anno- che andavano a raccontare la gioia di una positivita’ vissuta, una felicita’ possibile”. Un popolo “che e’ il risultato di grandi movimenti che senza soldi, ma sulla base di un’intuizione di fede vissuta si e’ raccolto per sottolineare la propria esistenza”. La riserva di energia morale per cambiare l’Italia e’ li’, aggiunge Buttiglione, “la riserva a cui attingere per bloccare il declino del Paese e’ li, e noi ci candidiamo per offrire a questo popolo, laicamente e liberamente, una rappresentanza politica perche’ ci sentiamo parte di questo popolo. Questa e’ la vera scommessa per il futuro del Paese”. Questo popolo “vota senza entusiasmo e spera in una novita’, quel giorno sentii una elettricita’ che mi ricordo’ Piazza della Vittoria a Varsavia, quando Giovanni Paolo II disse che non era possibile leggere la storia della Polonia (noi potremmo dire dell’Italia) senza considerare l’essenziale unita’ di misura che e’ l’identita’ cristiana”. Ecco, conclude Buttiglione, “io sento nell’aria un’elettricita’ simile, poi li’ nacque Solidarnosc e noi dobbiamo, dopo le elezioni, aprire un processo costituente che aiuti questo popolo a diventare protagonista, un sindacalista c’e’ anche oggi ed e’ Savino Pezzotta”.
Carissimo professore, sono contenta di leggere le sue parole. a volte anch’io viste le vicende di tutti i giorni, mi rassegno, la politica così contaminata, dove tutti dicono “il nulla” e lo fanno sembrare bello. E’ solo l’idendità cristiana dell’italia che può salvarci, è il riconoscere le nostre radici, la nostra cultura, la nostra forza di popolo nell’incontro che ci ha cambiato la vita e che non ci ha più abbandonato. Ricordo bene quando nel viaggio in polonia nel 1983, andammo ad incontrare alcune famiglie polacche con cui eravamo in contatto, rimasi stupita di un cosa: ogni mattina portavano i figli in chiesa e gli raccontavano la storia dei santi polacchi e di ciò che li legava al loro popolo. Ci dissero: “non bisogna disperdere la memoria del popolo polacco” Questo per dire molto semplicemente che noi italiani la nostra memoria l’abbiamo persa o meglio hanno tentata di farcela perdere.
Ora sta a noi mettersi in gioco in modo chiaro, ma unendo tutti coloro che credono in questa sfida: che non può essere di un solo partito, ma di tutti quelli che oggi, sparsi in partiti diversi possano riconocescersi in questo sogno.
Non possiamo però prescindere dall’avere un’etica della politica in quanto tale e sfrondarsi di ciò che è “pesante” e “incompreso”. E’ vero che molti magistrati sbagliano, o ancora peggio, ma a volte serve un po’ di coraggio e fare pulizia, non possiamo altrimenti sperare nell’ascolto.
Subito dopo il voto mi auguro che si lavori per questo ,,,,,tanto tra non molto ci saranno nuove elezioni e per quel giorno occorre essere pronti.
Mi ricordo quando nacque il Movimento Popolare, ero al meeting di Rimini e lì c’era Lei professore e Roberto Formigoni allora conosciuto solo a pochi. Ricordo bene la scelta, i motivi, il progetto, la condivisione intorno a questa cosa. Come può oggi non essere possibile un accordo politico per gli italiani tra Lei e Roberto Formigoni? Se è lo stesso Ideale, la stessa Speranza, la stessa Forza di allora che vi sta trascinando? E Follini….. Lo stesso Massimo Cacciari (me lo ricordo ancora il dibattito al meeting di rimini tra Lei e il Prof. Cacciari) che una sera in televisione parlando di Lourdes, ha detto delle cose così belle e così vere che mi ha riempito il cuore di gioia….. (speero si accorga presto della sua conversione). Potrei indicarne tanti altri, ma Lei sicuramente sa meglio di me. Un abbraccio. Daniela